TFR

Il Trattamento di Fine Rapporto venne introdotto nel 1982, e fu una delle prime modifiche al sistema di indennità lavorativa (la cosiddetta liquidazione) della recente storia della Repubblica Italiana.
Il TFR, che risulta complesso da calcolare poiché dipendente da molti e diversi parametri, è un valore specifico per i lavoratori dipendenti del settore privato.
Esso venne allegato ad una legge in cui si disciplinavano i comportamenti di aziende e società nei confronti della quota destinata ai fondi previdenziali, e le obbligava a registrare le proprie operazioni per ogni singolo dipendente.
La percentuale dedicata al TFR viene calcolata attraverso la divisione della cifra annua di salario lordo per 13,5; avviene così che la cifra dedicata al TFR tocca molto spesso il 7% del salario.
Questo rapporto non è però fisso, esso può cambiare in seguito ad innalzamento ed abbassamento inflazione di anno in anno.
Giuridicamente, il TFR può essere comparato dunque ad una indennità, e quindi come tale è soggetto ad una tipologia fiscale diversa dal resto del salario.
Dal primo gennaio 2007 è stata introdotta un'importante riforma che collega il sistema previdenziale
al TFR: il metodo del silenzio-assenso.


Questo prevede di fatti la tacita possibilità di far rientrare il TFR nel proprio sistema di pensionamento, in maniera tale da farlo confluire nel proprio fondo previdenziale.
La scelta di un fondo privato doveva essere perpetrata entro il metà anno dalla data di inizio del rapporto.
Questa deve essere resa nota al datore di lavoro in forma scritta e indicando chiaramente quale forma di pensionamento complementare è stata scelta.
Per quanto riguarda invece il sistema di pensione per il settore pubblico, l'ammontare destinato al proprio fondo pensione, che corrisponde alla propria liquidazione, si ottiene moltiplicando la percentuale destinata al fondo nell'ultimo mese di salario ottenuto per l'assommarsi di tutti gli anni della prestazione.