Cassa integrazione
Il nome per esteso della cassa integrazione è “cassa integrazione guadagni ordinari”.
La cassa integrazione corrisponde ad una somma di denaro versato dall'Inps (Istituto nazionale per la previdenza sociale) a quei lavoratori che hanno prestato servizio lavorativo ma che al momento sono esentati dal sostenerlo o lo debbano sostenere obbligatoriamente in maniera ridotta. Le tipologie principali di cassa integrazione sono due: il CIGO (Cassa Integrazione Guadagni Ordinaria) e il CIGS (Cassa Integrazione Guadagni Straordinaria).
Mentre le caratteristiche della prima sono lo svilupparsi sul breve periodo, e la adattabilità a tutte le categorie di industria (oltre che al sopravvenire di eventi indipendenti dall'azienda), la seconda è più mirata, e riguarda principalmente le imprese con un numero abbastanza consistente di dipendenti che operino nel settore industriale o commerciale (in questo caso il numero dei dipendenti deve essere persino maggiore, inoltre molto spesso questo tipo di cassa integrazione riguarda problemi aziendali interni).
Queste due forme di sostegno sono state avviate con il decreto legge dell'agosto 1947, e rappresentano sia un aiuto ai lavoratori che un aiuto alle aziende, alle quale viene concesso un arresto momentaneo dell'erogazione dei salari, sgravandole dall'onere fiscale.
Il compenso ricevuto dai dipendenti in cassa integrazione può variare, ma si aggira solitamente attorno all'80% dei salari orari previsti.
Il numero di ore per il quale questo avviene è solitamente prestabilito e accordato dai contratti sindacali, ed è soggetto ad un tetto massimo mensile.
Nei casi di cassa integrazione, la richiesta deve essere presentata dal titolare dell'azienda, che deve recarsi all'Inps con i documenti necessari per la domanda.
I sindacati hanno comunque diritto di concertare la pratica e di esaminare la situazione, per stabilire se esistono gli estremi per la procedura.
