Bolla speculativa dei tulipani
Con il caso della “bolla speculativa dei tulipani” viene per la prima volta descritto e documentato da storici dell'epoca il concetto e gli effetti di una bolla speculativa. Questo avvenimento, accaduto nel '600, in Olanda, nasce da un incremento artificioso e totalmente slegato dalla consistenza del bene della domanda dei tulipani, che fu soggetta ad un aumento incredibile, senza precedenti.
Questi infatti, grazie ad una sempre crescente popolarità negli ambienti più aristocratici o alto borghesi, erano diventati col tempo simbolo di eleganza, ricercatezza. Di conseguenza questo incremento di domande, identificabile come un vero e proprio esempio di moda, di diffuse in tutta la regione, dando il via ad una vera e propria caccia ai bulbi. La speculazione consiste nell'aumento irragionevole del prezzo di questo bene, e nelle operazioni finanziarie di alcuni possessori/compratori di bulbi, incentrate su una previsione futura di un continuo rialzo dei prezzi. Effettivamente questa atmosfera di positività e di continuo guadagno si crogiolò in se stessa, dando l'illusione di un profitto infinito e portando il prezzo a limiti inimmaginabili. Ognuno era disposto a fare carte false pur di possederne, e una quantità di contratti, stipulati da coltivatori di tulipani, assegnava addirittura future quote di tulipani non ancora impiantati secondo i prezzi previsti al momento.
Questa bolla era però necessariamente destinata a scoppiare. Quando alcuni compratori decisero che bisognava rivendere i contratti dei tulipani in modo da ricevere un profitto da essi, senza continuare a reinvestirli, la situazione iniziò a precipitare. Nessuno però poteva immaginare gli effetti dello scoppio della bolla: i compratori accorsero a rivendere i contratti e i bulbi ma il prezzo scese così rapidamente che gli effetti furono devastanti e numerosi patrimoni vennero stroncati. Le contromisure del governo olandese furono perlopiù vane e non diedero i risultati sperati. Inoltre le autorità giudiziarie non poterono imporre il pagamento dei debiti che, per legge, non poteva essere in alcun modo forzato.
