Prestiti ai dipendenti privati

Recentemente il mercato dei prestiti, spesso in passato maggiormente rivolto ai dipendenti pubblici,
si è interessato anche a lavoratori privati o con contratti atipici e non convenzionali, estendendo la fascia di coloro che potevano usufruirne.
Le quote dei prestiti sono varie e di differente entità: vanno generalmente dai 1.500 ai 75.000 euro, che possono essere impiegati dal richiedente per le più diverse finalità.
Il pagamento viene generalmente effettuato entro le due giornate lavorative, e viene rimborsato in generale attraverso un piano di ammortamento che si prolunga fino a dieci anni.
Solitamente i prestiti vengono concessi solo a chi dispone di un curriculum finanziario senza macchie, e che soprattutto non sia mai stato inserito da banche e istituti di credito nella lista dei “cattivi pagatori”.
I finanziamenti a privati tramite la cessione del quinto dello stipendio vengono solitamente proporzionati al proprio Trattamento di Fine Rapporto, da calcolare come garanzia di restituzione.
I prestiti, risarcibili sia direttamente che indirettamente, possono essere gestiti sia attraverso la cessione del quinto dello stipendio, che dunque preleva da esso al massimo il 20% del netto, sia tramite la delega di pagamento, strumento che serve principalmente per aumentare l'importo della rata prelevata mensile.

 

 

 

 

Bisogna però ricordare sicuramente che l'autorizzazione, solitamente concessa per i dipendenti statali, non è sicuramente obbligatoria per le aziende private, che possiedono in effetti la facoltà di decidere se acconsentire o non acconsentire l'operazione.
Queste due manovre però consentono anche a chi in precedenza ha avuto debiti non onorati, e anche a chi è stato oggetto di protestati.
Inoltre possono essere finanziati anche i lavoratori di aziende con più di tre dipendenti, e ne possono usufruire anche gli extracomunitari.





Aziende