Prestiti cambializzati

I prestiti cambializzati sono, come si deduce dal nome stesso, prestiti nei quali entra in gioco titoli di credito contenenti un ordine condizionato, una cosiddetta intenzione di pagamento.
In questo modo sia il richiedente che il fornitore si legano in un rapporto legato alla promessa del pagamento.
Questi prestiti possono sia avere forma di assegni o di cambiali propriamente dette, sia essere vicini a titoli o obbligazioni, legandoli dunque all'andamento del mercato.
Per ultimo esse possono legarsi a oggetti o beni: questa rappresenta infatti la forma più indiretta delle cambiali.
Il prestito cambializzato può dunque essere distinto in due differenti tipologie: il prestito concesso tramite la presentazione del TFR (Trattamento di Fine Rapporto) come garanzia, che prevede nel caso di un lavoratore in proprio, sempre in quanto garanzia, la presenza di un modulo assicurativo di due anni sulla vita, e un secondo genere di prestito, chiamato “a doppia firma”, che prevede invece la siglatura come unica salvaguardia, e dunque non contempla la necessità né del TFR o di né del modulo sulla vita.

 

Molto spesso per ottenere questo prestito però, oltre già alle misure di sicurezza adottate, è necessario un garante, cioè qualcuno che si offra di coprire il richiedente tramite fideiussione o metodi sostitutivi.
I prestiti cambializzati non sono generalmente legati a motivazioni specifiche per la loro richiesta e sono dunque universali, ed inoltre non comportano alcuna interdizione per coloro che si sono dimostrati “cattivi pagatori”, divenendo così famosi come ultima spiaggia disponibile degli insolventi.
Solitamente il piano di ammortamento del pagamento va dai due ai tre anni, ma dipende ad ogni modo dalla cifra per la quale si accorda il prestito (che generalmente non supera il 40.000 euro).