Mutui a tasso variabile

I mutui a tasso variabile sono crediti finanziari che dipendono principalmente dall'andamento dell'indice Euribor (European interbank offered rate), relativo al prezzo del denaro.
Esso cono precisione si riferisce al denaro interbancario, cioè alla moneta che una banca presta ad un'altra banca.
Prima dell'adozione ufficiale del conio europeo, esisteva un indice differente per ogni paese: in Italia vi era per esempio il Ribor (Rome interbank offered rate), che fungeva da parametro nazionale.
Con l'arrivo dell'Euro si è deciso di fissare, come per altri istituti economici, uno standard comunitario.
L'entità dell'Euribor viene concordata tra le 57 banche principali dell'Unione monetaria europea.
Attualmente il tasso si attesta attorno al 4,8%, con un andamento crescente a seconda del maggior periodo di richiesta del mutuo.
Con la supervalutazione dell'euro, sempre in crescita in confronto al dollaro, negli ultimi tre anni bisogna riconoscere l'aumento straordinario dell'indice, che appare in crescita di quasi il 100% soltanto negli ultimi due anni.
Le rate dunque non sono prefissate, e vengono stabilite man mano che l'andamento dell'indice varia nel tempo.


Il rischio è dunque che esse possano salire improvvisamente, la speranza è invece quella che decrescano in maniera costante.
Il tasso Euribor, come per i tassi fissi, viene calcolato, al fine di ottenere l'importo finale della rata, aggiungendo ad esso lo spread, cioè la percentuale di guadagno aggiunta dalla banca.
I mutui a tasso variabile sono dunque nettamente più pericolosi di quelli a tasso fisso, almeno per le fasce più deboli.
Per contro, essi rappresentano la maggior parte del mercato, e presentano costi di accesso nettamente inferiori.
Da notare come, per ultimo, la scoppio della bolla dei mutui subprime abbia profondamente modificato questo mercato, innalzando violentemente gli interessi sugli stessi.