Il crack Parmalat

Lo scandalo Parmalat è stato, fino al 2003, il più grande crack mai avvenuto a livello europeo.
Si parla di circa 150.000 risparmiatori che non sono mai stati totalmente ripagati, e di vere e proprie rovine economiche di molte famiglie.
Ma partiamo per gradi.
L'azienda è stata fondata nel 1960 da Callisto Tanzi, che ne aveva fatto una multinazionale di successo.
Le azioni Parmalat erano spesso considerate azioni a basso rischio, ed erano state appoggiate da numerosissime banche e di conseguenza da un'elevata quantità di piccoli risparmiatori.
Solo che la società si affidò ad interventi e operazioni finanziarie sbagliate, colpendo negativamente il proprio andamento in borsa e i propri investitori.
La fiducia calò fino a quando la Standard and Poor's, responsabile di classificare ed eseguire ricerche di mercato per conto della MacGraw-Hill e di catalogare le aziende secondo criteri economici, non annunciò che l'azienda di Tanzi appartenesse al livello CC, cioè uno dei peggiori, e che quindi fosse sul limite del fallimento e a un passo dal non poter più rendere indietro le obbligazioni.


Al diffondersi della notizia il patron Callisto Tanzi rese pubblico il fatto che egli avrebbe avuto un deposito aziendale di quasi quattro miliardi di Euro alle isole Cayman, per conto della società.
Con questi soldi egli dichiarò che avrebbe potuto risarcire gli investitori.
Ma poco dopo si scoprì che la notizia non era altro che una farsa inscenata per bloccare il panico, e che i proventi nel conto dell'azienda non erano altro che versati nel conto personale del propri leader.
Dopo la crisi il patrono dell'azienda venne incriminato per falso in bilancio, e ai risparmiatori colpiti dalla crisi sono state convertite le proprie obbligazioni in nuove azioni Parmalat, con lo scopo di rimborsarli almeno parzialmente delle perdite. e-DAI Directory