Investire e speculare
Investire e speculare, per gli addetti del settore, sono tutt'altro che sinonimi.
Anche se l'azione appare simile, e cioè impiegare parte del denaro di una persona in un bene mobile
o immobile, in modo da ricavare profitto da esso, le modalità di quest'ultima sono estremamente diverse.
Infatti per investire si intende come idea di fondo la possibilità di guadagno piuttosto elevata, con bassi profitti e determinata nel tempo, cioè attraverso un calcolo più o meno verosimile.
Per quanto riguarda invece il vocabolo speculazione, si sottende invece che i guadagni debbano essere cospicui e poco probabili, ad alto rischio e piuttosto indeterminati nel tempo.
Per investimento inoltre si fa riferimento a grosse possibilità di denaro, che infatti solitamente vengono richieste la loro quasi totalità nella scelta dell'investitore.
Nella speculazione invece il denaro viene investito in piccola parte, e talvolta viene utilizzato non il proprio denaro ma denaro ricevuto in prestito.
Essendo una buona norma dell'investimento la maggiore quantità possibile di denaro impiegato, il deposito dello stesso dovrebbe essere a lungo termine, ma per un periodo prefissato, giacché sarebbe probabile il riutilizzo dei liquidi in altra maniera, diversa dall'investimento.
L'oggetto non è la differenza esistente fra speculazione e investimento: speculazione e investimento possono essere fatte entrambe sullo stesso materiale/titolo/risorsa.
Inoltre una qualità importante del rischio delle due operazioni è questa: sia l'una che l'altra hanno possibilità variabili di perdita, ma oltre all'entità della stessa, che le differenzia, vi è anche il calcolo sottostante ad esso, che nel caso dell'investimento risulta più preciso ed attendibile, mentre nel caso della speculazione rivela caratteri sicuramente più aleatori.
Sottolineiamo infine che buona parte dei disastri finanziari sono stati provocati da speculazioni sregolate, non da investimenti.
