Fondi comuni di investimento

I fondi comuni di investimento sono così chiamati poiché raggruppano molti investitori, anche di piccolo calibro e con poca liquidità, in sistemi complessivi di investimento in grado di operare scelte su ampia scala.
I fondi comuni accumulano quindi l'insieme degli interessati in modo da poter far pesare il proprio numero nell'attività finanziaria.
In Italia essi sono previsti e regolati sin dal 1983.
Questo strumento finanziario prevede la suddivisione del patrimonio in quote, delle quali gli azionisti sono possessori. Gli investimenti vengono condivisi da tutti, e tutti ne sopportano i rischi e ne ottengono i guadagni.
Una cosa molto importante da sottolineare è che il valore dei fondi pensione così come l'entità dei rischi e dei guadagni dipende direttamente dall'ammontare delle quote, e che quindi diventa essenziale per i fondi ottenere una larga condivisione.
I fondi pensione nel nostro territorio sono molteplici e vari, e quindi garantiscono una scelta per ognuno, sia a livello di rischi, che durata di investimento e prospettiva di guadagno.

Le principali categorie dei fondi di investimento sono diverse e molteplici.
Per esempio possiamo elencare i fondi a distribuzione dei proventi, in cui i guadagni vengono puntualmente divisi e ripartiti semestralmente o annualmente (a seconda delle terminazioni pattuite), o i fondi ad accumulazione dei proventi, dove i guadagni restano all'interno del fondo e vengono percepiti solamente allorché uno dei partecipanti decida di vendere le proprie quote.
Un altra grossa distinzione da fare riguarda fondi chiusi e fondi aperti.
I primi presentano un numero di quote fisso, che non può essere variato.
Il rischio presente in questa tipologia di investimenti è abbastanza elevato in genere e, come i fondi a distribuzione, i guadagni possono essere ripartiti solamente in precise scadenze.
I fondi aperti invece non hanno un numero fisso di quote, e sono infatti caratterizzati da una grande variabilità di partecipanti e di entità del patrimonio.