Bolla speculativa
Viene definita una bolla speculativa l'aumento ingiustificato ed esagerato dei prezzi, soprattutto riguardo al mercato finanziario, cioè ai prezzi di azioni e obbligazioni e ai giochi di borsa, ma accade anche che esso venga correlato ai beni materiali e delle risorse più in generale.
La crescita immotivata, in una bolla speculativa, appare ingiustificata e slegata da ogni principio razionale, e soprattutto non correlata dal valore del materiale indicato (la bolla olandese dei tulipani, per esempio).
La bolla ha come caratteristica principale quella di ingigantire l'entusiasmo attorno ad essa, fino a raggiungere una situazione di tracollo.
La bolla infatti propone facili ed enormi guadagni, e gli investitori sono attratti più che mai dalla possibilità.
In un primo momento per l'appunto il guadagno appare immediato e costante: questa è la fase d'ascesa della bolla, dove l'arrivo di persone richiama l'arrivo di altre persone.
In questa maniera i ricavi aumentano esponenzialmente, almeno fino a quando persone continuano ad investire nell'affare.
Ma ad un certo punto si arriva ad una nuova situazione, quella in cui i dubbi e l'insicurezza a proposito di un guadagno perenne vanno scemando.
E in questa maniera si arriva allo scoppio della bolla: un periodo di panico generale dove ognuno cerca di poter vendere le proprie azioni, conscio di un crollo totale dei prezzi.
La storia della finanza è piena di esempi di bolle speculative che hanno portato l'uomo a conoscenza di andamenti di mercato e di sistemi anti-panico per evitare i periodi di estremo caos finanziario.
Un esempio può essere la possibilità della chiusura dei titoli per ribasso, o l'introduzione dell'analisi matematica riguardo agli andamenti finanziari (dopo il crollo borsistico del '29).
Le bolle speculative diventate famose nella storia sono la bolla dei tulipani, la bolla della South Sea Company, la bolla ferroviaria, la crisi del '29, la crisi asiatica del 1997, la bolla delle dot.com e infine la bolla del luglio 2002.
