Aliquota fiscale
In questo paragrafo ci prefiggiamo di definire e chiarire il termine aliquota.
Innanzitutto dobbiamo ricordare che per aliquota si intende un imposta variabile, e cioè un imposta che cambia di quantità secondo una precisa percentuale, e non è dunque fissata nel suo ammontare.
La base alla quale viene legata la percentuale dell'aliquota è detta base imponibile, per il fatto che da questa dipende l'ammontare della stessa.
Un meccanismo che permette di rendere più sostenibili le aliquote e di dividerle più equamente è il metodo dell'aliquota progressiva.
Tramite questa modalità la percentuale dell'aliquota aumenta all'aumentare della base imponibile, cosa che per esempio avviene con la dichiarazione dei redditi (o modulo 740).
Il contrario invece è rappresentato dall'aliquota regressiva, che diminuisce invece all'aumentare della base imponibile (relazione inversa).
Le aliquote più famose e familiari sono le aliquote sull'Irpef.
L'Irpef corrisponde all'imposta sul reddito delle persone fisiche, e consiste in un terzo del gettito dello Stato.
Il reddito calcolato dall'Irpef riguarda differenti categorie: reddito fondiario, reddito capitale, reddito di impresa, reddito di lavoro, e altri.
Bisogna ricordare che l'Irpef è una imposta progressiva, e quindi divisa in fasce di diverse percentuali.
Dall'ultima finanziaria 2007 le aliquote sono state aumentate, creando più fasce al fine di garantire una maggiore differenziazione.
Inoltre un altro fattore importante è che le aliquote di maggiori proporzioni sono state fatte scalare, e cioè vanno allegate a redditi di fascia minori, garantendo maggiore gettito e minore differenziazione fiscale delle fasce alte.
Le imposte per le fasce più alte corrispondono al 43% (per base imponibile annuale superiore ai 75.000 €), mentre partono da quoto 23% per le fasce di reddito inferiori ai 25.000 € annuali.
