Frodi
Le frodi verso le carte di credito e bancomat sono in Europa in recente aumento.
Molto spesso si viene indotti a pensare a sistemi elettronici complicatissimi, verso i quali l'utente sembra totalmente indifeso e in balia di inarrestabili pirati informatici.
Ma nulla è più diverso dalla realtà che questo.
Uno studio documentato dell'RISCC (Centro Ricerche e Studi sulla Sicurezza e Criminalità) stabilisce infatti che soltanto l'8% di queste frodi avviene in maniera telematica, e che molto spesso la colpa è da attribuirsi all'ingenuità delle persone (le quali inavvertitamente introducono numero e data di scadenza della carta in e-mail o siti di phishing, che sembrano del tutto uguali a quelli della propria banca, senonché inviano i dati direttamente ai truffatori), e non alla particolare perizia dei delinquenti.
Per quanto riguarda la restante percentuale, le tecniche di raggiramento sono senz'altro semplici e, se conosciute in precedenza, facilmente prevedibili.
La clonazione è il metodo più utilizzato, e prevede l'uso, dai parte dei malintenzionati, di apparecchi appositi, in grado di percepire tutti i dati presenti nella scheda.
Questi apparecchi vengono chiamati skimmer, all'interno dei quali viene fatta “strisciare” la carta.
Per visualizzare il pin della carta, sarà sufficiente che qualcuno possa spiare o osservare il malcapitato.
Una volta ottenuti questi dati, sarà necessario clonare la carta in una vuota, e venderla direttamente a ricettatori o organizzazioni criminali.
Un altra tipologia di frode prevede meccanismi di ritiro immediato della carta, che non viene più rilasciata, e l'entrata in gioco di un complice che, col pretesto di aiutare, osservi la vittima fornire all'ATM il proprio codice.
Un altro metodo consiste nel piazzare una telecamera, generalmente su un porta brochure, o oggetti simili, con lo scopo di spiare il codice direttamente, e senza fare insospettire chi ritira i soldi.
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