Indici

Per indici si intende l'insieme dei valori di una gamma di titoli differenti.
Attraverso un calcolo è possibile ricavare da una serie di titoli l'indice relativo, che ne rappresenta l'andamento sul mercato borsistico.
Gli indici si differenziano in tre principali categorie, a seconda di quanto peso venga dato a ciascun titolo.
Succede infatti che, nel calcolare il valore di un titolo azionario all'interno dell'indice, si possa considerare il capitale dell'azienda sottostante come “valore aggiunto” per esso, e determinare dunque una preponderanza di un certo titolo su altri.
Questo non è però il caso degli indici equally weighted, indici in cui i titoli vengono comparati e a ciascuno viene data la medesima importanza nel paniere.
Una seconda categoria può essere però quella dei titoli price weighted, cioè quelli dipendenti dai prezzi, che vengono formati attraverso una media relativa ai costi sul mercato degli stessi titoli azionari.
Questa tipologia di categorizzazione non è però la più indicata, in quanto non tiene conto della vera presenza, né in termini di quote né l'importanza e la stabilità della società in questione, ponendo come unico valore principale il prezzo degli stessi.

L'ultima e più moderna catalogazione viene denominata value weighted.
Questa calcola al suo interno sia le manovre finanziarie della società, che la consistenza del suo capitale che, infine, anche la quote di azioni acquistate.
Bisogna però affermare che la maggior parte degli indici sono della seconda tipologia, e sono dunque esposti ai difetti precedentemente succitati.
Attualmente in Italia l'indice più importante è il S&P MIB, che racchiude al proprio interno i 40 titoli azionari più importanti del nostro mercato finanziario.
Questo è stato inaugurato nel giugno 2004, quando la Standard & Poor's è stata inclusa, grazie a un accordo, nella Borsa Italiana.
Le aziende che compongono il paniere sono categorizzate principalmente per liquidità e capitale disponibile.