Borsa

Il concetto di borsa finanziaria ha origine agli inizi del XVI secolo nella città di Bruges, nelle Fiandre.
Qui, davanti al palazzo della famiglia Van De Bourse (che diede il vero e proprio nome alla borsa che noi tutti conosciamo), avveniva uno scambio molto particolare.
Siccome il commercio fiammingo era molto prosperoso, e avvenivano spesso scambi di merce di provenienza molto lontana e quindi non sempre disponibili in grande quantità, in questo mercato venivano offerti titoli di credito, corrispondenti alla merce, in cambio di denaro contante.
All'arrivo della merce però i titoli venivano nuovamente forniti al commerciante, che provvedeva a scambiarli nuovamente con il bene acquistato.
Da allora questo metodo fu sempre più esportato in tutto il mondo, in maniera tale da ottenere un sistema di borse per ogni nazione.
Nel XVIII ricordiamo inoltre la fondazione della borsa più importante, quella della città di New York, che diventerà nel tempo il nodo centrale del sistema finanziario mondiale.
Il sistema borsistico italiano nacque invece nel 1808 a Milano (che diventò dunque la prima borsa italiana per importanza).
Originariamente la borsa in Italia era un mercato pubblico, controllato da alcune agenzie che ne regolavano il corretto svolgimento.
L'integrazione nell'Unione europea determinò però un inizio di privatizzazione, che vide la borsa cadere in mano di società per azioni (S.p.A.), ed attualmente la nostra italiana è diventata essa stessa una S.p.A. (Borsa Italiana S.p.A.).
Questa società gestisce e regola il nostro mercato finanziario.
La definitiva privatizzazione di Piazza Affari si avrà nel 1998, anno in cui verrà terminato il processo cominciato sotto l'egida dell'Unione Europea.
Per chiarire il termine, con “borsa” si intende un mercato creato per negoziare beni mobiliari.
Questo si compone di quote di capitali di imprese (azioni), di debiti (obbligazioni) e dei propri derivati (opzioni e futures).